Visual Tree Assessment: una valutazione visiva e strumentale per valutare i rischi di cedimento dell'albero

Sistema Albero valuta la salute dell'albero per la prevenzione qualsiasi problema di stabilità

V.T.A. è l'acronimo di Visual Tree Assessment, una metodologia di indagine che viene eseguita per la valutazione delle condizioni strutturali dell’albero su basi biomeccaniche.

La valutazione di stabilità si basa sulla descrizione delle singole parti visibili di un albero, in relazione alle condizioni ambientali di crescita ed alle caratteristiche fisiche del sito di impianto.
L'albero in risposta a ciascuna forza o evento esterno che interferisce con il suo spazio vitale modifica il proprio accrescimento e le proprie simmetrie e adatta il proprio sviluppo per evitare rotture.

Una valutazione fitostatica con metodo V.T.A. viene attuata in due fasi:

  1. analisi visiva
  2. analisi strumentale, con l'ausilio di specifica apparecchiatura quale resistografo o tomografo.

Nell'osservazione visiva dell'albero, vengono considerati tutti i difetti e le possibili anomalie strutturali presenti nelle radici affioranti, nel colletto, nel fusto e nella chioma.
L'individuazione di difetti strutturali significativi o di patologie che possano essere indicatori di problemi di stabilità, vengono approfondite mediante apposita apparecchiatura meccaniche od elettronica.
L'obiettivo della valutazione è attribuire all'albero una determinata categoria di rischio fitostatico, in modo da consentire una corretta pianificazione degli interventi di monitoraggio e manutenzione, per ridurre i rischi di cedimento.

Le categorie di rischio sono:

A - Trascurabile

Gli alberi appartenenti a questa classe, al momento dell’indagine, non manifestano segni, sintomi o difetti significativi, riscontrabili con il controllo visivo, tali da far ritenere che il fattore di sicurezza naturale dell’albero si sia ridotto. Per questi soggetti è opportuno un controllo visivo periodico, con cadenza stabilita dal tecnico incaricato, comunque non superiore a cinque anni.

B - Bassa

Gli alberi appartenenti a questa classe, al momento dell’indagine, manifestano segni, sintomi o difetti lievi, riscontrabili con il controllo visivo ed a giudizio del tecnico con indagini strumentali, tali da far ritenere che il fattore di sicurezza naturale dell’albero non si sia sensibilmente ridotto. Per questi soggetti è opportuno un controllo visivo periodico, con cadenza stabilita dal tecnico incaricato, comunque non superiore a tre anni. L’eventuale approfondimento diagnostico di tipo strumentale e la sua periodicità sono a discrezione del tecnico.

C - Moderata

Gli alberi appartenenti a questa classe, al momento dell’indagine, manifestano segni, sintomi o difetti significativi, riscontrabili con il controllo visivo e di norma con indagini strumentali. Le anomalie riscontrate sono tali da far ritenere che il fattore di sicurezza naturale dell’albero si sia sensibilmente ridotto. Per questi soggetti è opportuno un controllo visivo periodico, con cadenza stabilita dal tecnico incaricato, comunque non superiore a due anni. L’eventuale approfondimento diagnostico di tipo strumentale e la sua periodicità sono a discrezione del tecnico. Questa avrà comunque una cadenza temporale non superiore a due anni. Per questi soggetti il tecnico incaricato può progettare un insieme di interventi colturali finalizzati alla riduzione del livello di pericolosità e, qualora realizzati, potrà modificare la classe di pericolosità dell’albero.

C/D - Elevata

Gli alberi appartenenti a questa classe, al momento dell’indagine, manifestano segni, sintomi o difetti gravi, riscontrabili con il controllo visivo e di norma con indagini strumentali. Le anomalie riscontrate sono tali da far ritenere che il fattore di sicurezza naturale dell’albero si sia drasticamente ridotto. Per questi soggetti il tecnico incaricato deve assolutamente indicare dettagliatamente un insieme di interventi colturali. Tali interventi devono essere finalizzati alla riduzione del livello di pericolosità e devono essere compatibili con le buone pratiche arboricolturali. Qualora realizzati, il tecnico valuterà la possibilità di modificare la classe di pericolosità dell’albero. Nell’impossibilità di effettuare i suddetti interventi l’albero è da collocare tra i soggetti di classe D.

D - Estrema

Gli alberi appartenenti a questa classe, al momento dell’indagine, manifestano segni, sintomi o difetti gravi, riscontrabili con il controllo visivo e di norma con indagini strumentali. Le anomalie riscontrate sono tali da far ritenere che il fattore di sicurezza naturale dell’albero si sia ormai, quindi, esaurito. Per questi soggetti, le cui prospettive future sono gravemente compromesse, ogni intervento di riduzione del livello di pericolosità risulterebbe insufficiente o realizzabile solo con tecniche contrarie alla buona pratica dell’arboricoltura. Le piante appartenenti a questa classe devono, quindi, essere abbattute.

Fonte www.isaitalia.org

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