Abbattimento Grandi Alberi

A volte capita di dover valutare ed intervenire su grandi alberi che si trovano in condizioni tali da non poter far altro che programmare un abbattimento.

Succede e dopo attente analisi, valutazioni strumentali di stabilità, valutazioni sul sito di crescita e sulle eventuali conseguenze derivanti da un possibile schianto o ribaltamento, dopo aver escluso ogni possibilità conservativa si procede con l'abbattimento.Voglio descrivere questo intervento, perchè l'albero di notevole dimensione era in una posizione molto visibile e più persone mi hanno chiesto il motivo dell'abbattimento. La pianta in questione si trovava a Salò ,in località Barbarano ed era un grande Cedro deodara. Il motivo dell'abbattimento è il fatto che l'albero è stato colpito da armillara,comunemente conosciuto come chiodino, fungo agente di marciume radicale e intensa carie bianca fibrosa alle radici, nella porzione basale e centrale del tronco.E' un patogeno molto pericoloso e infimo, in quanto si comporta sia da parassita che da saprofita, infettando l'ospite, distruggendo completamente la zona cambiale dell'albero, degradando completamente l'apparato radicale fino a portarlo alla morte e minando inreversibilmente la stabilità della pianta.I processi di infezione del patogeno e di deperimento dell'albero sono prolungati nel tempo ed i processi degenerativi durano per più anni .La stabilità dell'albero è seriamente compromessa ed il rischio di uno schianto o di un ribaltamento è molto probabile. L'armillaria da noi riscontrata sull'albero infettava da anni l'ospite,  il processo degenerativo era molto avanzato; infatti il feltro del micelio e le rizoforme erano roscontrabili all'altezza del colletto e stavano risalendo la parte basale del tronco. L'albero aveva dimensioni eccezionali: un altezza di circa 34 mt, un diametro alla base di 130 cm e una circonferenza di 570 cm. L'albero si trovava in una proprietà privata, posto a confine, molto vicino alla trafficatissima strada gardesana. La grave situazione che abbiamo riscontrato sull'albero, l'impossibilità di poter bloccare la strada, unico accesso alla parte alta del lago e la difficoltà di poter operare in piena sicurezza data la grave compromissione di stabilità dell'albero,  ci hanno spinto ad usare la piattaforma aerea da 35 mt per evitare eccessive sollecitazioni che si sarebbero potute ripercuotere sull'apparato radicale dell'albero. Le operazioni di smontaggio della pianta si sono svolte in due giornate, la prima dedicata all'asportazione controllata dei rami e  di una prima parete del fusto e la seconda, lavorando con le funi, si è concentrata sullo smontaggio del fusto. Abbiamo stimato un peso complessivo di circa 300 quintali. E' stato un lavoro complesso molto ben riuscito grazie alla preziosa squadra di professionisti con cui ho lavorato.

 

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DI GIUSEPPE RINGHINI

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